L'AMICO IMMAGINARIO
Quante volte è capitato di vedere un bambino parlare da solo e agire come se ci fosse un compagno con lui?
Questo Amico Immaginario, o “Doppio di sé”, è un Altro che il bambino costruisce giorno per giorno e che dall'inizio della sua comparsa è dotato di una personalità autonoma. Il bambino che inventa un Doppio e che interagisce con lui è comunque consapevole che si tratta di un personaggio fittizio, anche se da alcuni suoi comportamenti potrebbe non sembrare così (gli tiene il posto sulla sedia, gli porge delle cose...).
I bambini si mostrano consapevoli di questa invenzione, tanto da evitare di raccontare questi segreti ai familiari per non essere fraintesi e non incorrere nelle domande degli altri.
L'origine della creazione di un Amico Immaginario può essere ricercata nella relazione con la propria ombra e nel rapporto con il peluche preferito. Sono questi i primi compagni con cui il bambino comincia ad instaurare un rapporto significativo.
Il Doppio è sempre molto solidale col suo piccolo inventore, lo ascolta per ore mostrando interesse per le storie che il bambino gli racconta. Qualche volta nelle avventure può avere il compito di compiere alcune azioni “eroiche” al posto del bambino, quando il piccolo gli ha trasmesso la parte più spavalda della sua personalità, quella che forse non riuscirebbe mai a mostrare in prima persona. Alcune volte i bambini attribuiscono ai loro amici immaginari comportamenti che non sono permessi (“è stato lui a rompere il vaso con la palla!”). Spesso i genitori sono un po' preoccupati dalla presenza di questi amici immaginari, perché pensano che impediscano un “normale” processo di socializzazione con gli altri bambini. Infatti opinione comune è che i bambini che hanno amici immaginari siano bambini molto introversi, che inventano tali compagni come rifugio o meccanismo di fuga nella fantasia. In realtà molte ricerche dimostrano che l'avere un Doppio non implica difficoltà relazionali con i coetanei.
I bambini danno di solito al Doppio un nome inventato o storpiato. Questo è il primo segreto tra i due componenti della coppia. Anche il linguaggio che il bambino usa per parlare col suo Doppio è inventato. L'idea di avere un segreto e di essere solo in due a saperlo rafforza nel bambino l'immagine di sé come soggetto che ha la forza e il consenso di due persone e questo può offrire maggior sicurezza nell'affrontare il mondo esterno. Il Doppio è un amico speciale, l'unico di cui ci si può fidare ciecamente, che non farà mai la spia e non abbandonerà mai il suo creatore per un altro amico.
Il Compagno Immaginario si modifica col passare del tempo, cambia, anche perché una delle sue caratteristiche è quella di essere confidente del bambino, che vuole consultarsi con lui sui problemi che lo preoccupano in quel momento e quindi cresce insieme al suo inventore. Un'altra funzione del Doppio è quella del “rispecchiamento”: il bambino si rispecchia nell'Altro Immaginario, costituendo così una immagine di sé. Nel personaggio immaginario con cui dialoga tutti i giorni il bambino riversa tutte le immagini di sé che ha raccolto nelle relazioni con gli altri, in particolare con gli adulti. Il bambino quindi aggiusterà e aggiornerà la sua immagine di sé in base a ciò che a sua volta l'Altro da sé gli trasmette. Il Doppio però non ha soltanto le caratteristiche del suo creatore, ma assume anche tratti delle persone vicine al bambino; in esso il bambino riversa anche tutte le sue conoscenze sul mondo sociale, ossia l'insieme degli adulti che dettano regole e dicono cosa si può fare e cosa no. L'aspetto più importante della relazione con questo Altro da sé consiste nel fatto che con lui è possibile dialogare e discutere, a differenza che con gli adulti, visti dai bimbi spesso come troppo concentrati su di sé per mostrare interesse nei loro confronti. Con lui il bambino si esercita nella pratica del problem solving, perché concede un tempo senza limiti all'elaborazione di nuove soluzioni per ogni problema. In questo processo l'Altro da sé funge da mediatore e negoziatore; diventa un'agente socializzatore che facilita il bambino nell'ingresso nella società di appartenenza, dandogli la possibilità di ripetere più volte le stesse prove, senza essere rimproverato per gli errori commessi. La continua interazione faccia a faccia col proprio Doppio insegna al bambino a rapportarsi più facilmente con gli altri, grazie all'acquisita capacità di patteggiare e negoziare col Compagno Immaginario. Il Doppio diventa quindi figura di appoggio nell'interazione tra Io e Me, tra sé e mondo esterno.
I bambini che creano un Amico Immaginario hanno quindi un alleato nella creazione dell'immagine di sé e nella relazione col mondo esterno adulto a volte, per loro, davvero incomprensibile.
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Psicodramma Torino
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Pagina a cura di:
Dott Alessandro Lombardo
Psicologo - Psicoterapeuta
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