sabato 22 gennaio 2011

LA PSICOTERAPIA DELLE STORIE. di Alessandro Lombardo





LA PSICOTERAPIA DELLE STORIE

Nella psicoterapia, luogo per eccellenza di negoziazione di significati,
l’importante, non è scoprire “la realtà” di ciò che succede, ma l’analizzare come la storia personale dI ciascuno, rivela una visione della realtà, saturata dal problema, che esclude altre esperienze che, se prese in considerazione, apporterebbero elementi per una storia alternativa. LEGGI ARTICOLO

LA PSICOTERAPIA DELLE STORIE. di Alessandro Lombardo





LA PSICOTERAPIA DELLE STORIE

Nella psicoterapia, luogo per eccellenza di negoziazione di significati,
l’importante, non è scoprire “la realtà” di ciò che succede, ma l’analizzare come la storia personale dI ciascuno, rivela una visione della realtà, saturata dal problema, che esclude altre esperienze che, se prese in considerazione, apporterebbero elementi per una storia alternativa. LEGGI ARTICOLO

LA PSICOTERAPIA DELLE STORIE. di Alessandro Lombardo





LA PSICOTERAPIA DELLE STORIE

Nella psicoterapia, luogo per eccellenza di negoziazione di significati,
l’importante, non è scoprire “la realtà” di ciò che succede, ma l’analizzare come la storia personale dI ciascuno, rivela una visione della realtà, saturata dal problema, che esclude altre esperienze che, se prese in considerazione, apporterebbero elementi per una storia alternativa. Leggi articolo

sabato 15 gennaio 2011

DIVERSAMENTE O NUOVAMENTE TANGO?



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MARCO PAOLINI E LA MALATTIA MENTALE SU LA7


MARCO PAOLINI E LA MALATTIA MENTALE SU LA7

Mercoledì 26 gennaio in diretta su La7 dall’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano, Marco Paolini racconterà la storia dello sterminio dei disabili e dei malati di mente sotto il nazismo. Chi mi conosce sa che da diversi anni mi occupo di questa vicenda e dei suoi riflessi di attualità.LEGGI ARTICOLO

MARCO PAOLINI E LA MALATTIA MENTALE SU LA7


MARCO PAOLINI E LA MALATTIA MENTALE SU LA7

Mercoledì 26 gennaio in diretta su La7 dall’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano, Marco Paolini racconterà la storia dello sterminio dei disabili e dei malati di mente sotto il nazismo. Chi mi conosce sa che da diversi anni mi occupo di questa vicenda e dei suoi riflessi di attualità.LEGGI ARTICOLO

MARCO PAOLINI E LA MALATTIA MENTALE SU LA7


MARCO PAOLINI E LA MALATTIA MENTALE SU LA7

Mercoledì 26 gennaio in diretta su La7 dall’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano, Marco Paolini racconterà la storia dello sterminio dei disabili e dei malati di mente sotto il nazismo. Chi mi conosce sa che da diversi anni mi occupo di questa vicenda e dei suoi riflessi di attualità.Leggi articolo

LA SINDROME DI ALIENAZIONE GENITORIALE E LE PROBLEMATICHE SEPARATIVE



















LA SINDROME DI ALIENAZIONE GENITORIALE E LE
PROBLEMATICHE SEPARATIVE

La Sindrome di Alienazione Genitoriale (Parental Alienation Syndrome o Pas) viene definita da colui che la individuò come una sindrome (cioe’ una associazione di segni e sintomi). Una sindrome di cui, in fondo, si era avuta da sempre la più che impalpabile percezione specie, ma non solo, nelle cause di affidamento.

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LA SINDROME DI ALIENAZIONE GENITORIALE E LE PROBLEMATICHE SEPARATIVE



















LA SINDROME DI ALIENAZIONE GENITORIALE E LE
PROBLEMATICHE SEPARATIVE

La Sindrome di Alienazione Genitoriale (Parental Alienation Syndrome o Pas) viene definita da colui che la individuò come una sindrome (cioe’ una associazione di segni e sintomi). Una sindrome di cui, in fondo, si era avuta da sempre la più che impalpabile percezione specie, ma non solo, nelle cause di affidamento.

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LA SINDROME DI ALIENAZIONE GENITORIALE E LE
PROBLEMATICHE SEPARATIVE

La Sindrome di Alienazione Genitoriale (Parental Alienation Syndrome o Pas) viene definita da colui che la individuò come una sindrome (cioe’ una associazione di segni e sintomi). Una sindrome di cui, in fondo, si era avuta da sempre la più che impalpabile percezione specie, ma non solo, nelle cause di affidamento.

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ALESSITIMIA E SINTOMI SOMATOFORMI




ALESSITIMIA E SINTOMI SOMATOFORMI

Con questo termine, che letteralmente significa "non avere le parole per le emozioni", si indica generalmente un insieme di deficit della sensibilità emotiva ed emozionale, palesato dall'incapacità di percepire, riconoscere, e soprattutto descrivere verbalmente i propri o gli altrui stati emotivi.
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ALESSITIMIA E SINTOMI SOMATOFORMI




ALESSITIMIA E SINTOMI SOMATOFORMI

Con questo termine, che letteralmente significa "non avere le parole per le emozioni", si indica generalmente un insieme di deficit della sensibilità emotiva ed emozionale, palesato dall'incapacità di percepire, riconoscere, e soprattutto descrivere verbalmente i propri o gli altrui stati emotivi.
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ALESSITIMIA E SINTOMI SOMATOFORMI

Con questo termine, che letteralmente significa "non avere le parole per le emozioni", si indica generalmente un insieme di deficit della sensibilità emotiva ed emozionale, palesato dall'incapacità di percepire, riconoscere, e soprattutto descrivere verbalmente i propri o gli altrui stati emotivi.
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A CHE GIOCO GIOCHIAMO? di Alessandro Lombardo





A CHE GIOCO GIOCHIAMO?

Il libro di Berne “A che gioco giochiamo” è del 1964. Dopo di questo Berne ha scritto altri testi in cui riprende e approfondisce il tema dei “giochi psicologici” come ad esempio in “Ciao!…. e poi?”.
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A CHE GIOCO GIOCHIAMO? di Alessandro Lombardo





A CHE GIOCO GIOCHIAMO?

Il libro di Berne “A che gioco giochiamo” è del 1964. Dopo di questo Berne ha scritto altri testi in cui riprende e approfondisce il tema dei “giochi psicologici” come ad esempio in “Ciao!…. e poi?”.
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A CHE GIOCO GIOCHIAMO? di Alessandro Lombardo





A CHE GIOCO GIOCHIAMO?

Il libro di Berne “A che gioco giochiamo” è del 1964. Dopo di questo Berne ha scritto altri testi in cui riprende e approfondisce il tema dei “giochi psicologici” come ad esempio in “Ciao!…. e poi?”.
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L'AMICO IMMAGINARIO


Quante volte è capitato di vedere un bambino parlare da solo e agire come se ci fosse un compagno con lui?


Questo Amico Immaginario, o “Doppio di sé”, è un Altro che il bambino costruisce giorno per giorno e che dall'inizio della sua comparsa è dotato di una personalità autonoma. Il bambino che inventa un Doppio e che interagisce con lui è comunque consapevole che si tratta di un personaggio fittizio, anche se da alcuni suoi comportamenti potrebbe non sembrare così (gli tiene il posto sulla sedia, gli porge delle cose...).

I bambini si mostrano consapevoli di questa invenzione, tanto da evitare di raccontare questi segreti ai familiari per non essere fraintesi e non incorrere nelle domande degli altri.


L'origine della creazione di un Amico Immaginario può essere ricercata nella relazione con la propria ombra e nel rapporto con il peluche preferito. Sono questi i primi compagni con cui il bambino comincia ad instaurare un rapporto significativo.


Il Doppio è sempre molto solidale col suo piccolo inventore, lo ascolta per ore mostrando interesse per le storie che il bambino gli racconta. Qualche volta nelle avventure può avere il compito di compiere alcune azioni “eroiche” al posto del bambino, quando il piccolo gli ha trasmesso la parte più spavalda della sua personalità, quella che forse non riuscirebbe mai a mostrare in prima persona. Alcune volte i bambini attribuiscono ai loro amici immaginari comportamenti che non sono permessi (“è stato lui a rompere il vaso con la palla!”). Spesso i genitori sono un po' preoccupati dalla presenza di questi amici immaginari, perché pensano che impediscano un “normale” processo di socializzazione con gli altri bambini. Infatti opinione comune è che i bambini che hanno amici immaginari siano bambini molto introversi, che inventano tali compagni come rifugio o meccanismo di fuga nella fantasia. In realtà molte ricerche dimostrano che l'avere un Doppio non implica difficoltà relazionali con i coetanei.


I bambini danno di solito al Doppio un nome inventato o storpiato. Questo è il primo segreto tra i due componenti della coppia. Anche il linguaggio che il bambino usa per parlare col suo Doppio è inventato. L'idea di avere un segreto e di essere solo in due a saperlo rafforza nel bambino l'immagine di sé come soggetto che ha la forza e il consenso di due persone e questo può offrire maggior sicurezza nell'affrontare il mondo esterno. Il Doppio è un amico speciale, l'unico di cui ci si può fidare ciecamente, che non farà mai la spia e non abbandonerà mai il suo creatore per un altro amico.



Il Compagno Immaginario si modifica col passare del tempo, cambia, anche perché una delle sue caratteristiche è quella di essere confidente del bambino, che vuole consultarsi con lui sui problemi che lo preoccupano in quel momento e quindi cresce insieme al suo inventore. Un'altra funzione del Doppio è quella del “rispecchiamento”: il bambino si rispecchia nell'Altro Immaginario, costituendo così una immagine di sé. Nel personaggio immaginario con cui dialoga tutti i giorni il bambino riversa tutte le immagini di sé che ha raccolto nelle relazioni con gli altri, in particolare con gli adulti. Il bambino quindi aggiusterà e aggiornerà la sua immagine di sé in base a ciò che a sua volta l'Altro da sé gli trasmette. Il Doppio però non ha soltanto le caratteristiche del suo creatore, ma assume anche tratti delle persone vicine al bambino; in esso il bambino riversa anche tutte le sue conoscenze sul mondo sociale, ossia l'insieme degli adulti che dettano regole e dicono cosa si può fare e cosa no. L'aspetto più importante della relazione con questo Altro da sé consiste nel fatto che con lui è possibile dialogare e discutere, a differenza che con gli adulti, visti dai bimbi spesso come troppo concentrati su di sé per mostrare interesse nei loro confronti. Con lui il bambino si esercita nella pratica del problem solving, perché concede un tempo senza limiti all'elaborazione di nuove soluzioni per ogni problema. In questo processo l'Altro da sé funge da mediatore e negoziatore; diventa un'agente socializzatore che facilita il bambino nell'ingresso nella società di appartenenza, dandogli la possibilità di ripetere più volte le stesse prove, senza essere rimproverato per gli errori commessi. La continua interazione faccia a faccia col proprio Doppio insegna al bambino a rapportarsi più facilmente con gli altri, grazie all'acquisita capacità di patteggiare e negoziare col Compagno Immaginario. Il Doppio diventa quindi figura di appoggio nell'interazione tra Io e Me, tra sé e mondo esterno.


I bambini che creano un Amico Immaginario hanno quindi un alleato nella creazione dell'immagine di sé e nella relazione col mondo esterno adulto a volte, per loro, davvero incomprensibile.


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Laboratorio di psicodramma a Torino:

Psicodramma Torino

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Pagina a cura di:

Dott Alessandro Lombardo
Psicologo - Psicoterapeuta

Torino

Studio:

via Gropello 24
Torino
+39 3384242415
alomalto@gmail.com

Psicologo Torino


http://psicologiaonlineblog.blogspot.com/


Centro Psicologia e Psicoterapia Torino

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venerdì 14 gennaio 2011

L'OSSESIONE DI MANGIAR SANO: L'ORTORESSIA. di Laura Dalla Ragione

L'OSSESIONE DI MANGIAR SANO: L'ORTORESSIA

L’ortoressia e la bigoressia costituiscono l’ esasperazione di quelle che potremmo definire come filosofie di vita moderne basate sul salutismo e sul mantenimento della forma fisica; non sono ancora riconosciute dalla comunità scientifica internazionale come patologie vere e proprie nè sono inserite nei principali manuali diagnostici ma stanno raggiungendo una diffusione tale da poter parlare di pears.jpgatteggiamenti ad elevato rischio di convertirsi in veri e propri nuovi disturbi alimentari.
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giovedì 13 gennaio 2011

LABORATORIO DI PSICODRAMMA JUNGHIANO A TORINO


Il Centro di Psicologia e Psicoterapia invita alla partecipazione al

LABORATORIO DI PSICODRAMMA JUNGHIANO
       
4 incontri con lo psicodramma junghiano


1° incontro:
Mercoledì 26 gennaio ore 20-22:30

Gli incontri sono aperti a tutti, addetti ai lavori e non, anche ai semplici
curiosi che hanno voglia di scoprire e di sperimentare che cosa è lo
psicodramma junghiano. 

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Il Centro di Psicologia e Psicoterapia invita alla partecipazione al

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1° incontro:
Mercoledì 26 gennaio ore 20-22:30

Gli incontri sono aperti a tutti, addetti ai lavori e non, anche ai semplici
curiosi che hanno voglia di scoprire e di sperimentare che cosa è lo
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1° incontro:
Mercoledì 26 gennaio ore 20-22:30

Gli incontri sono aperti a tutti, addetti ai lavori e non, anche ai semplici
curiosi che hanno voglia di scoprire e di sperimentare che cosa è lo
psicodramma junghiano. 

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CLOWN TERAPIA: LA FORZA DI UN SORRISO. DI Rosaria Uglietti


CLOWN TERAPIA: LA FORZA DI UN SORRISO

Sono qui a parlarvi di un’esperienza personale inerente un corso da poco terminato che mi ha regalato nuove esperienze ed emozioni, tale corso riguarda la Clown terapia o Terapia del Sorriso. Essa è un’attività di supporto alla medicina tradizionale e si pone come strumento a disposizione dei responsabili dei servizi sanitari e dei medici nella cura e assistenza dei degenti, in particolare dei bambini.
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CLOWN TERAPIA: LA FORZA DI UN SORRISO. DI Rosaria Uglietti


CLOWN TERAPIA: LA FORZA DI UN SORRISO

Sono qui a parlarvi di un’esperienza personale inerente un corso da poco terminato che mi ha regalato nuove esperienze ed emozioni, tale corso riguarda la Clown terapia o Terapia del Sorriso. Essa è un’attività di supporto alla medicina tradizionale e si pone come strumento a disposizione dei responsabili dei servizi sanitari e dei medici nella cura e assistenza dei degenti, in particolare dei bambini.
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Sono qui a parlarvi di un’esperienza personale inerente un corso da poco terminato che mi ha regalato nuove esperienze ed emozioni, tale corso riguarda la Clown terapia o Terapia del Sorriso. Essa è un’attività di supporto alla medicina tradizionale e si pone come strumento a disposizione dei responsabili dei servizi sanitari e dei medici nella cura e assistenza dei degenti, in particolare dei bambini.
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sabato 8 gennaio 2011

DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA'




















DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA'


Il Disturbo di Personalità Borderline è caratterizzato da instabilità delle relazioni interpersonali, instabilità dell’immagine di sé e degli affetti, e impulsività.
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