venerdì 30 aprile 2010

Nasce la Banca dei sogni


LEGGI ARTICOLO

Nasce la Banca dei sogni


LEGGI ARTICOLO

Nasce la Banca dei sogni


Leggi articolo

René Spitz: Il primo anno di vita del bambino




René A. Spitz (Vienna 1887-Denver 1974) in questo brano si sofferma a considerare l’importanza che riveste per il bambino, soprattutto nei primi mesi di vita, l’atteggiamento affettivo della madre, che serve da orientamento per il lattante. Il comportamento della madre è a sua volta influenzato dalla personalità del bambino: si crea quindi un processo circolare. Spitz sottolinea che nella coppia madre-bambino, la madre rappresenta l’“ambiente”, in quanto nella nostra civiltà tutte le influenze ambientali e culturali arrivano al bambino attraverso la madre (o il suo sostituto), ed è quindi determinante l’influenza che il suo atteggiamento esercita sullo sviluppo psichico del bambino.
LEGGI ARTICOLO

René Spitz: Il primo anno di vita del bambino




René A. Spitz (Vienna 1887-Denver 1974) in questo brano si sofferma a considerare l’importanza che riveste per il bambino, soprattutto nei primi mesi di vita, l’atteggiamento affettivo della madre, che serve da orientamento per il lattante. Il comportamento della madre è a sua volta influenzato dalla personalità del bambino: si crea quindi un processo circolare. Spitz sottolinea che nella coppia madre-bambino, la madre rappresenta l’“ambiente”, in quanto nella nostra civiltà tutte le influenze ambientali e culturali arrivano al bambino attraverso la madre (o il suo sostituto), ed è quindi determinante l’influenza che il suo atteggiamento esercita sullo sviluppo psichico del bambino.
LEGGI ARTICOLO

René Spitz: Il primo anno di vita del bambino




René A. Spitz (Vienna 1887-Denver 1974) in questo brano si sofferma a considerare l’importanza che riveste per il bambino, soprattutto nei primi mesi di vita, l’atteggiamento affettivo della madre, che serve da orientamento per il lattante. Il comportamento della madre è a sua volta influenzato dalla personalità del bambino: si crea quindi un processo circolare. Spitz sottolinea che nella coppia madre-bambino, la madre rappresenta l’“ambiente”, in quanto nella nostra civiltà tutte le influenze ambientali e culturali arrivano al bambino attraverso la madre (o il suo sostituto), ed è quindi determinante l’influenza che il suo atteggiamento esercita sullo sviluppo psichico del bambino.
Leggi articolo

Perchè ridere fa bene.




Ridere fa buon sangue, dice un vecchio proverbio. Ridere fa bene al cuore, conferma un’originale ricerca scientifica appena presentata a Orlando, in Florida, all’American College of Cardiology , l’appuntamento più importante dell’anno per i cardiologi di tutto il mondo. La risata è un vero e proprio farmaco, ci suggeriscono i ricercatori, con tanto di indicazioni. Dosaggio: una somministrazione di quindici minuti al giorno.
LEGGI ARTICOLO

Perchè ridere fa bene.




Ridere fa buon sangue, dice un vecchio proverbio. Ridere fa bene al cuore, conferma un’originale ricerca scientifica appena presentata a Orlando, in Florida, all’American College of Cardiology , l’appuntamento più importante dell’anno per i cardiologi di tutto il mondo. La risata è un vero e proprio farmaco, ci suggeriscono i ricercatori, con tanto di indicazioni. Dosaggio: una somministrazione di quindici minuti al giorno.
LEGGI ARTICOLO

Perchè ridere fa bene.




Ridere fa buon sangue, dice un vecchio proverbio. Ridere fa bene al cuore, conferma un’originale ricerca scientifica appena presentata a Orlando, in Florida, all’American College of Cardiology , l’appuntamento più importante dell’anno per i cardiologi di tutto il mondo. La risata è un vero e proprio farmaco, ci suggeriscono i ricercatori, con tanto di indicazioni. Dosaggio: una somministrazione di quindici minuti al giorno.
Leggi articolo

giovedì 29 aprile 2010

Le cause della depressione. di Salvatore Di Salvo

E' comunemente accettato il fatto che il Disturbo Depressivo Ë determinato da un insieme di
concause sia di natura biologica sia derivanti da eventi esterni.

Fattori ereditari 
Gli studi finora effettuati hanno fornito risultati contrastanti e non sono ancora chiare le modalit‡ di
trasmissione: si Ë ipotizzata la responsabilit‡ di un singolo gene dominante a penetranza variabile
oppure uníereditariet‡ poligenica, cioË legata alla trasmissione di pi˘ geni.
Secondo le pi˘ recenti ricerche i fattori genetici rivestono un ruolo importante solo in alcuni tipi di
disturbi dellíumore: i Disturbi Bipolari e il Disturbo Unipolare Ricorrente.
Avere dei genitori con disturbi dellíumore comporta un doppio fattore di rischio: alla possibilit‡ di
ereditare la predisposizione biologica si deve aggiungere la maggiore probabilit‡ che si verifichino
alterazioni dello sviluppo legate ad un ambiente disturbato. 
Nelle famiglie in cui uno dei genitori Ë affetto da una patologia dellíumore, infatti, sono pi˘
frequenti le conflittualit‡ coniugali, le separazioni, i divorzi ed il suicidio. 

Temperamento 
I soggetti predisposti alla depressione presentano spesso un particolare temperamento che si riflette
sia sullíintensit‡ con cui sentimenti ed emozioni vengono vissuti, sia sul grado di risonanza affettiva
degli avvenimenti esterni. 
Diverse e complesse sono le possibili interazioni tra temperamento e patologia: Ë probabile che il
temperamento venga trasmesso geneticamente e che quindi preceda líinsorgenza del disturbo. Le
caratteristiche temperamentali, inoltre, potrebbero a loro volta favorire líinsorgenza e le ricadute
depressive interagendo con altri fattori quali tensioni interpersonali, intensa reattivit‡ emotiva,
alterazioni del sonno, abuso di sostanze. 
La presenza di un temperamento depressivo, infine, influenza il decorso del disturbo: la depressione
che insorge in un soggetto che non abbia un temperamento depressivo ha di solito un esordio
tardivo, mentre le forme depressive che si innestano su un substrato temperamentale hanno un
esordio precoce e tendono a presentare un maggior numero di recidive.
Bisogna comunque tenere presente che la predisposizione ad una malattia non equivale a dovere
contrarre quella malattia. 
Data líimportanza di questo concetto, cerchiamo di chiarirlo con un esempio. 
Il fatto che un soggetto abbia una predisposizione al diabete (eccessiva quantit‡ di ìzuccheriî nel
sangue), non equivale al fatto che sia diabetico nÈ che debba necessariamente diventarlo. Eí perÚ
probabile che, se segue una dieta molto ricca di carboidrati (zuccheri), sviluppi un disturbo
diabetico pi˘ facilmente rispetto a chi non ha questo tipo di predisposizione.
Allo stesso modo chi ha un temperamento depressivo non necessariamente dovr‡ soffrire di crisi
depressive, ma avr‡ maggiori probabilit‡ di altri di sviluppare il disturbo.

Sesso
Gli studi statistici sulla distribuzione del fenomeno depressivo hanno messo in evidenza il fatto che
la depressione colpisce le donne con frequenza doppia rispetto agli uomini.
Associazione per la Ricerca
 sulla Depressione
Via Belfiore 72 ñ Torino
Tel. 011-6699584
Sito: www.depressione-ansia.it
 2
Ciò è determinato da una serie di motivi, tra cui quelli di natura socio-economica: spesso le donne
ricevono condizionamenti sociali e culturali che forniscono loro scarsi strumenti di autostima e di
sicurezza personale. 
Le donne inoltre sono soggette a pregiudizi riguardo al loro valore e alle loro capacità, hanno
ancora difficoltà ad occupare posti di responsabilità, in molti casi non sono nemmeno inserite nel
mondo del lavoro, non hanno un loro reddito e sono quindi in una condizione di debolezza
economica. 
Dal punto di vista sociale ed economico le donne sono quindi in una condizione che predispone
líinsorgenza di manifestazioni depressive.
Vi sono anche motivi di tipo ormonale che favoriscono tale predisposizione: basti pensare che
l'organismo femminile Ë sottoposto mensilmente a sbalzi ormonali in coincidenza con il flusso
mestruale ed Ë anche sottoposto a vere e proprie tempeste ormonali in coincidenza delle gravidanze
o del periodo della menopausa.
Vi è ancora un altro elemento da sottolineare, che è il seguente:  la donna Ë molto meno
condizionata  dal modello eroico cui líuomo tende ad aderire e ciò comporta una sua maggiore
disponibilità a denunciare la presenza di disturbi della sfera emotiva.
Líinsieme di questi motivi spiega líincidenza doppia nella donna dei disturbi di tipo depressivo.

Eventi precoci 
Nelle classiche teorie psicoanalitiche viene ipotizzato che eventi esistenziali nellíinfanzia,
soprattutto la perdita dei genitori, svolgano un ruolo importante nella genesi della depressione. I dati
disponibili indicano che le rotture precoci nelle relazioni oggettuali danno pi˘ frequentemente luogo
a disturbi di personalit‡, generalmente associati ad instabilit‡ dellíumore.
Alcuni studi hanno evidenziato che le perdite nellíinfanzia favoriscono lo sviluppo di una struttura
di personalit‡ ìautodenigranteî caratterizzata da una visione negativa di se stesso, del mondo e del
futuro, che a sua volta facilita líesordio di una depressione nellíadulto. 

Eventi di vita  

E' opinione diffusa che le crisi depressive insorgano in circostanze di vita avverse, soprattutto dopo
ìeventi di perditaî che negli adulti comprendono anche i cambiamenti di stile di vita e la mancanza
di un supporto sociale. I fattori esterni sembrano esercitare la loro influenza in particolare
sullíesordio dei primi episodi depressivi; inoltre, man mano che il disturbo progredisce le fasi di
malattia appaiono sganciate dalle determinanti ambientali. PoichÈ la maggior parte degli individui
esposti ad avversit‡ ambientali non sviluppa depressione, Ë probabile che le circostanze esterne
svolgano una funzione patogenetica solo nei soggetti vulnerabili, che abbiano cioË una
predisposizione a sviluppare una patologia depressiva.

Stressors fisici 

» noto che alcune malattie e líassunzione di farmaci o sostanze possono precedere líinsorgenza di
un episodio depressivo. Anche questi fattori, come quelli ambientali, non rappresentano vere e
proprie ìcauseî in grado di produrre ex novo una patologia, ma fattori che ne facilitano líinsorgenza
in soggetti predisposti. 

mercoledì 28 aprile 2010

PSICOLOGIA E DIPENDENZE. LE ANFETAMINE. a cura di Federica Gardosi




Una delle tossicodipendenze è la dipendenza delle anfetamine. Come tutti i disturbi correlati a sostanze possiamo avere un disturbo da dipendenza da anfetamine, un disturbo di abuso e uno da intossicazione.

LEGGI ARTICOLO

PSICOLOGIA E DIPENDENZE. LE ANFETAMINE. a cura di Federica Gardosi




Una delle tossicodipendenze è la dipendenza delle anfetamine. Come tutti i disturbi correlati a sostanze possiamo avere un disturbo da dipendenza da anfetamine, un disturbo di abuso e uno da intossicazione.

LEGGI ARTICOLO

PSICOLOGIA E DIPENDENZE. LE ANFETAMINE. a cura di Federica Gardosi




Una delle tossicodipendenze è la dipendenza delle anfetamine. Come tutti i disturbi correlati a sostanze possiamo avere un disturbo da dipendenza da anfetamine, un disturbo di abuso e uno da intossicazione.

Leggi articolo

La psicoterapia nei Disturbi d’Ansia. di Salvatore Di Salvo




Psicoanalisi

La psicoanalisi classica è nata come metodo di cura di alcuni disturbi psichici che Freud descrisse
come nevrosi di transfert e tra cui rientravano quadri assimilabili a molti degli attuali “Disturbi
d’Ansia”, come gli attacchi di panico, le fobie, i disturbi ossessivo-compulsivi.
In questi quadri l’ansia è una componente specifica e la psicoanalisi è quindi venuta in contatto, sin
dai suoi inizi, con il problema del trattamento di questi disturbi.
LEGGI ARTICOLO

La psicoterapia nei Disturbi d’Ansia. di Salvatore Di Salvo




Psicoanalisi

La psicoanalisi classica è nata come metodo di cura di alcuni disturbi psichici che Freud descrisse
come nevrosi di transfert e tra cui rientravano quadri assimilabili a molti degli attuali “Disturbi
d’Ansia”, come gli attacchi di panico, le fobie, i disturbi ossessivo-compulsivi.
In questi quadri l’ansia è una componente specifica e la psicoanalisi è quindi venuta in contatto, sin
dai suoi inizi, con il problema del trattamento di questi disturbi.
LEGGI ARTICOLO

La psicoterapia nei Disturbi d’Ansia. di Salvatore Di Salvo




Psicoanalisi

La psicoanalisi classica è nata come metodo di cura di alcuni disturbi psichici che Freud descrisse
come nevrosi di transfert e tra cui rientravano quadri assimilabili a molti degli attuali “Disturbi
d’Ansia”, come gli attacchi di panico, le fobie, i disturbi ossessivo-compulsivi.
In questi quadri l’ansia è una componente specifica e la psicoanalisi è quindi venuta in contatto, sin
dai suoi inizi, con il problema del trattamento di questi disturbi.
Leggi articolo

martedì 27 aprile 2010

Social dreaming: sognare in gruppo: Intervista a Gordon Lawrence. a cura di Nerina Garofalo

“Noi usiamo i sogni diversamente, per esplorare la cultura, la
conoscenza del sistema”



NG: Mi piacerebbe che questa intervista fosse il racconto del
rapporto di Gordon Lawrence con i sogni, e di come questi sono
diventati, attraverso il Social Dreaming, in una certa misura,
uno strumento di sviluppo sociale. Considero questa una
personale occasione per imparare. Gordon, cos’è un sogno?
LEGGI ARTICOLO

Social dreaming: sognare in gruppo: Intervista a Gordon Lawrence. a cura di Nerina Garofalo

“Noi usiamo i sogni diversamente, per esplorare la cultura, la
conoscenza del sistema”



NG: Mi piacerebbe che questa intervista fosse il racconto del
rapporto di Gordon Lawrence con i sogni, e di come questi sono
diventati, attraverso il Social Dreaming, in una certa misura,
uno strumento di sviluppo sociale. Considero questa una
personale occasione per imparare. Gordon, cos’è un sogno?
LEGGI ARTICOLO

Social dreaming: sognare in gruppo: Intervista a Gordon Lawrence. a cura di Nerina Garofalo

“Noi usiamo i sogni diversamente, per esplorare la cultura, la
conoscenza del sistema”



NG: Mi piacerebbe che questa intervista fosse il racconto del
rapporto di Gordon Lawrence con i sogni, e di come questi sono
diventati, attraverso il Social Dreaming, in una certa misura,
uno strumento di sviluppo sociale. Considero questa una
personale occasione per imparare. Gordon, cos’è un sogno?
Leggi articolo

GLI ESPERIMENTI CLASSICI DELLA PSICOLOGIA SOCIALE. a cura di Piero Bocchiaro e Alessandro Busi




L'esperimento di Moscovici

A volte capita anche nei telefilm non dei buoni sentimenti, che l’opinione della maggioranza non venga seguita. Prendiamo per esempio la prima puntata della quarta serie di Lost: L’inizio della fine. Finalmente sembra che i naufraghi possano tornare a casa (ovviamente poi succederanno tante cose che gli creeranno problemi, ma questo per ora non lo sanno), sembra che i tanti sforzi per comunicare con qualcuno siano stati ripagati, ma proprio a questo punto, il gruppo si spezza.
LEGGI ARTICOLO

GLI ESPERIMENTI CLASSICI DELLA PSICOLOGIA SOCIALE. a cura di Piero Bocchiaro e Alessandro Busi




L'esperimento di Moscovici

A volte capita anche nei telefilm non dei buoni sentimenti, che l’opinione della maggioranza non venga seguita. Prendiamo per esempio la prima puntata della quarta serie di Lost: L’inizio della fine. Finalmente sembra che i naufraghi possano tornare a casa (ovviamente poi succederanno tante cose che gli creeranno problemi, ma questo per ora non lo sanno), sembra che i tanti sforzi per comunicare con qualcuno siano stati ripagati, ma proprio a questo punto, il gruppo si spezza.
LEGGI ARTICOLO

GLI ESPERIMENTI CLASSICI DELLA PSICOLOGIA SOCIALE. a cura di Piero Bocchiaro e Alessandro Busi




L'esperimento di Moscovici

A volte capita anche nei telefilm non dei buoni sentimenti, che l’opinione della maggioranza non venga seguita. Prendiamo per esempio la prima puntata della quarta serie di Lost: L’inizio della fine. Finalmente sembra che i naufraghi possano tornare a casa (ovviamente poi succederanno tante cose che gli creeranno problemi, ma questo per ora non lo sanno), sembra che i tanti sforzi per comunicare con qualcuno siano stati ripagati, ma proprio a questo punto, il gruppo si spezza.
Leggi articolo

Obesità. di Maria Cocetta Antelmi




Obesità è stata definita come malattia del “3° millennio”, già tredici anni fa, l'Organizzazione Mondiale della Sanità avvertiva (1997) che "Il problema dell’obesità è stato finora ampiamente ignorato come problema di salute pubblica. Ma coloro che ne sono affetti sono ormai così numerosi che chi soffre di problemi associati ad obesità già minaccia di sopraffare i servizi sanitari di [molti] paesi."
LEGGI ARTICOLO

Obesità. di Maria Cocetta Antelmi




Obesità è stata definita come malattia del “3° millennio”, già tredici anni fa, l'Organizzazione Mondiale della Sanità avvertiva (1997) che "Il problema dell’obesità è stato finora ampiamente ignorato come problema di salute pubblica. Ma coloro che ne sono affetti sono ormai così numerosi che chi soffre di problemi associati ad obesità già minaccia di sopraffare i servizi sanitari di [molti] paesi."
LEGGI ARTICOLO

Obesità. di Maria Cocetta Antelmi




Obesità è stata definita come malattia del “3° millennio”, già tredici anni fa, l'Organizzazione Mondiale della Sanità avvertiva (1997) che "Il problema dell’obesità è stato finora ampiamente ignorato come problema di salute pubblica. Ma coloro che ne sono affetti sono ormai così numerosi che chi soffre di problemi associati ad obesità già minaccia di sopraffare i servizi sanitari di [molti] paesi."
Leggi articolo

sabato 24 aprile 2010

Psiche e Storia



Sabato 13 marzo 2010 si è svolta a Napoli, all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, la presentazione di Psiche e Storia. Il caso clinico, la storia, il metodo (a cura di Maurizio Balsamo, Franco Angeli Edizioni, pagine 224), organizzata dalla sezione regionale Campania - Puglia della Società Italiana Psicoterapia Psicoanalitica (SIPP). 
LEGGI ARTICOLO

Psiche e Storia



Sabato 13 marzo 2010 si è svolta a Napoli, all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, la presentazione di Psiche e Storia. Il caso clinico, la storia, il metodo (a cura di Maurizio Balsamo, Franco Angeli Edizioni, pagine 224), organizzata dalla sezione regionale Campania - Puglia della Società Italiana Psicoterapia Psicoanalitica (SIPP). 
LEGGI ARTICOLO

Psiche e Storia



Sabato 13 marzo 2010 si è svolta a Napoli, all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, la presentazione di Psiche e Storia. Il caso clinico, la storia, il metodo (a cura di Maurizio Balsamo, Franco Angeli Edizioni, pagine 224), organizzata dalla sezione regionale Campania - Puglia della Società Italiana Psicoterapia Psicoanalitica (SIPP). 
Leggi articolo

I ricordi si cancellano, le emozioni mai





L'esperienza di un'emozione persiste ben al di là del ricordo dell'evento che l'ha suscitata. Lo ha dimostrato un esperimento condotto da ricercatori dell'Università dell'Iowa, che ne riferiscono i risultati in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) a prima firma Justin Feinstein.
LEGGI ARTICOLO

I ricordi si cancellano, le emozioni mai





L'esperienza di un'emozione persiste ben al di là del ricordo dell'evento che l'ha suscitata. Lo ha dimostrato un esperimento condotto da ricercatori dell'Università dell'Iowa, che ne riferiscono i risultati in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) a prima firma Justin Feinstein.
LEGGI ARTICOLO

I ricordi si cancellano, le emozioni mai





L'esperienza di un'emozione persiste ben al di là del ricordo dell'evento che l'ha suscitata. Lo ha dimostrato un esperimento condotto da ricercatori dell'Università dell'Iowa, che ne riferiscono i risultati in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) a prima firma Justin Feinstein.
Leggi articolo

La duplice funzione dei sogni




I sogni sarebbero il modo in cui il cervello ci permette di sentire la complessità del lavoro di consolidamento nella memoria delle esperienze recenti in modo, sul breve termine, da migliorare le capacità di svolgere con efficienza specifici compiti e, sul lungo termine, di trasformare l'informazione in esse contenute per integrarle nel nostro repertorio di comportamenti e farne uno strumento che possa trovare un più ampio spettro di applicazione.
LEGGI ARTICOLO

La duplice funzione dei sogni




I sogni sarebbero il modo in cui il cervello ci permette di sentire la complessità del lavoro di consolidamento nella memoria delle esperienze recenti in modo, sul breve termine, da migliorare le capacità di svolgere con efficienza specifici compiti e, sul lungo termine, di trasformare l'informazione in esse contenute per integrarle nel nostro repertorio di comportamenti e farne uno strumento che possa trovare un più ampio spettro di applicazione.
LEGGI ARTICOLO

La duplice funzione dei sogni




I sogni sarebbero il modo in cui il cervello ci permette di sentire la complessità del lavoro di consolidamento nella memoria delle esperienze recenti in modo, sul breve termine, da migliorare le capacità di svolgere con efficienza specifici compiti e, sul lungo termine, di trasformare l'informazione in esse contenute per integrarle nel nostro repertorio di comportamenti e farne uno strumento che possa trovare un più ampio spettro di applicazione.
Leggi articolo

venerdì 23 aprile 2010

Efficiacia della Psicoterapia




La psicoterapia psicodinamica è efficace su una vasta gamma di sintomi psicologici, fra cui depressione, ansia, panico e altri problemi legati allo stress. L'efficacia della terapia cresce, inoltre, dopo che il trattamento vero e proprio è terminato. Lo afferma una nuova ricerca dell'American Psychological Association.

LEGGI ARTICOLO

Efficiacia della Psicoterapia




La psicoterapia psicodinamica è efficace su una vasta gamma di sintomi psicologici, fra cui depressione, ansia, panico e altri problemi legati allo stress. L'efficacia della terapia cresce, inoltre, dopo che il trattamento vero e proprio è terminato. Lo afferma una nuova ricerca dell'American Psychological Association.

LEGGI ARTICOLO

Efficiacia della Psicoterapia




La psicoterapia psicodinamica è efficace su una vasta gamma di sintomi psicologici, fra cui depressione, ansia, panico e altri problemi legati allo stress. L'efficacia della terapia cresce, inoltre, dopo che il trattamento vero e proprio è terminato. Lo afferma una nuova ricerca dell'American Psychological Association.

Leggi articolo

venerdì 9 aprile 2010

L'EPOCA DELLE PASSIONI TRISTI. di Benasayag e Schmit















L'EPOCA DELLE PASSIONI TRISTI

I due psichiatri francesi autori di questo bel libro, mettono a fuoco con rigore, ma anche con grande facilità di scrittura, il disagio che pervade le giovani generazioni: un senso come di tristezza, di vuoto, di incapacità a comprendere se stessi e di dare un senso alla propria vita.
LEGGI ARTICOLO

L'EPOCA DELLE PASSIONI TRISTI. di Benasayag e Schmit















L'EPOCA DELLE PASSIONI TRISTI

I due psichiatri francesi autori di questo bel libro, mettono a fuoco con rigore, ma anche con grande facilità di scrittura, il disagio che pervade le giovani generazioni: un senso come di tristezza, di vuoto, di incapacità a comprendere se stessi e di dare un senso alla propria vita.
LEGGI ARTICOLO

L'EPOCA DELLE PASSIONI TRISTI. di Benasayag e Schmit















L'EPOCA DELLE PASSIONI TRISTI

I due psichiatri francesi autori di questo bel libro, mettono a fuoco con rigore, ma anche con grande facilità di scrittura, il disagio che pervade le giovani generazioni: un senso come di tristezza, di vuoto, di incapacità a comprendere se stessi e di dare un senso alla propria vita.
Leggi articolo

Edoardo De Filippo alle prese con la problematica del vissuto emotivo: l’alessitimia di Michele Murri in “Ditegli sempre di sì”.




Michele, appena uscito dal manicomio, dopo un anno di internato, torna a casa dove lo attende la sorella Teresa, che è la sola a conoscere i suoi trascorsi di pazzia. La commedia comincia con l’arrivo del dottore in casa di donna Teresa, che annuncia l’uscita dal manicomio del fratello Michele: “Michele, vostro fratello è guarito, può uscire dal manicomio. Vostro fratello è guarito ma, intendiamoci, fino ad un certo punto, la sua non è mai stata una pazzia sfrenata ma solo uno squilibrio mentale di natura ereditaria“.
LEGGI ARTICOLO

Edoardo De Filippo alle prese con la problematica del vissuto emotivo: l’alessitimia di Michele Murri in “Ditegli sempre di sì”.




Michele, appena uscito dal manicomio, dopo un anno di internato, torna a casa dove lo attende la sorella Teresa, che è la sola a conoscere i suoi trascorsi di pazzia. La commedia comincia con l’arrivo del dottore in casa di donna Teresa, che annuncia l’uscita dal manicomio del fratello Michele: “Michele, vostro fratello è guarito, può uscire dal manicomio. Vostro fratello è guarito ma, intendiamoci, fino ad un certo punto, la sua non è mai stata una pazzia sfrenata ma solo uno squilibrio mentale di natura ereditaria“.
LEGGI ARTICOLO

Edoardo De Filippo alle prese con la problematica del vissuto emotivo: l’alessitimia di Michele Murri in “Ditegli sempre di sì”.




Michele, appena uscito dal manicomio, dopo un anno di internato, torna a casa dove lo attende la sorella Teresa, che è la sola a conoscere i suoi trascorsi di pazzia. La commedia comincia con l’arrivo del dottore in casa di donna Teresa, che annuncia l’uscita dal manicomio del fratello Michele: “Michele, vostro fratello è guarito, può uscire dal manicomio. Vostro fratello è guarito ma, intendiamoci, fino ad un certo punto, la sua non è mai stata una pazzia sfrenata ma solo uno squilibrio mentale di natura ereditaria“.
Leggi articolo

Alessitimia e sintomi somatoformi

 


Con questo termine, che letteralmente significa "non avere le parole per le emozioni", si indica generalmente un insieme di deficit della sensibilità emotiva ed emozionale, palesato dall'incapacità di percepire, riconoscere, e soprattutto descrivere verbalmente i propri o gli altrui stati emotivi.
LEGGI ARTICOLO

Alessitimia e sintomi somatoformi

 


Con questo termine, che letteralmente significa "non avere le parole per le emozioni", si indica generalmente un insieme di deficit della sensibilità emotiva ed emozionale, palesato dall'incapacità di percepire, riconoscere, e soprattutto descrivere verbalmente i propri o gli altrui stati emotivi.
LEGGI ARTICOLO

Alessitimia e sintomi somatoformi

 


Con questo termine, che letteralmente significa "non avere le parole per le emozioni", si indica generalmente un insieme di deficit della sensibilità emotiva ed emozionale, palesato dall'incapacità di percepire, riconoscere, e soprattutto descrivere verbalmente i propri o gli altrui stati emotivi.
Leggi articolo

giovedì 1 aprile 2010

L'AMICO IMMAGINARIO. di Alessandro Lombardo





L'AMICO IMMAGINARIO

Quante volte è capitato di vedere un bambino parlare da solo e agire come se ci fosse un compagno con lui?

Questo Amico Immaginario, o “Doppio di sé”, è un Altro che il bambino costruisce giorno per giorno e che dall'inizio della sua comparsa è dotato di una personalità autonoma. Il bambino che inventa un Doppio e che interagisce con lui è comunque consapevole che si tratta di un personaggio fittizio, anche se da alcuni suoi comportamenti potrebbe non sembrare così (gli tiene il posto sulla sedia, gli porge delle cose...).
LEGGI ARTICOLO

L'AMICO IMMAGINARIO. di Alessandro Lombardo





L'AMICO IMMAGINARIO

Quante volte è capitato di vedere un bambino parlare da solo e agire come se ci fosse un compagno con lui?

Questo Amico Immaginario, o “Doppio di sé”, è un Altro che il bambino costruisce giorno per giorno e che dall'inizio della sua comparsa è dotato di una personalità autonoma. Il bambino che inventa un Doppio e che interagisce con lui è comunque consapevole che si tratta di un personaggio fittizio, anche se da alcuni suoi comportamenti potrebbe non sembrare così (gli tiene il posto sulla sedia, gli porge delle cose...).
LEGGI ARTICOLO

L'AMICO IMMAGINARIO. di Alessandro Lombardo





L'AMICO IMMAGINARIO

Quante volte è capitato di vedere un bambino parlare da solo e agire come se ci fosse un compagno con lui?

Questo Amico Immaginario, o “Doppio di sé”, è un Altro che il bambino costruisce giorno per giorno e che dall'inizio della sua comparsa è dotato di una personalità autonoma. Il bambino che inventa un Doppio e che interagisce con lui è comunque consapevole che si tratta di un personaggio fittizio, anche se da alcuni suoi comportamenti potrebbe non sembrare così (gli tiene il posto sulla sedia, gli porge delle cose...).
Leggi articolo

I MECCANISMI DEL CAMBIAMENTO IN PSICODRAMMA di Giovanni Boria





Pensiamo allo psicodramma come ad una situazione di laboratorio in cui un direttore / conduttore / terapeuta / regista provoca degli accadimenti relazionali, delle interazioni contestualizzate, che consentono ai partecipanti di sperimentarsi nella globalita' del proprio "esserci", con conseguenze integrative delle istanze individuali e delle richieste ambientali.
LEGGI ARTICOLO

I MECCANISMI DEL CAMBIAMENTO IN PSICODRAMMA di Giovanni Boria





Pensiamo allo psicodramma come ad una situazione di laboratorio in cui un direttore / conduttore / terapeuta / regista provoca degli accadimenti relazionali, delle interazioni contestualizzate, che consentono ai partecipanti di sperimentarsi nella globalita' del proprio "esserci", con conseguenze integrative delle istanze individuali e delle richieste ambientali.
LEGGI ARTICOLO