BAMBINI, SVILUPPO E CRESCITA a cura di Elisa Tari
ATTENTI ALL'ORCO…. Una panoramica sulla pedofilia
Il termine pedofilia viene dal greco pais che significa fanciullo, e philìa amore. Letteralmente potrebbe quindi indicare l’amore, l’attenzione naturale dell'adulto verso il bambino. Predisposizione però, che mentre in apparenza sembra dettata da amore e dedizione, può in realtà mascherare un'inquietante perversione.
Le conseguenze della pedofilia sulla vittima
Lo sfruttamento sessuale del bambino compromette seriamente tutto il suo sviluppo: psichico, sociale, fisico e psicologico. Capita che molti abbiano incubi ricorrenti, soffrano di insonnia e depressione, ricorrano all'uso di stupefacenti e tentino addirittura il suicidio. Questo anche perché traumi infantili del genere portano ad un livello di autostima bassissimo che crea generalmente ad un disturbo depressivo già nell’adolescenza.
La personalità completa dei bambini viene perciò annientata dalla pressione psicologica inflittagli da parte degli adulti. Vale la pena sottolineare che spesso il bambino non comprende la realtà dei fatti, si fa domande sul perché stia accadendo un determinato evento, può arrivare a pensare che lui stesso abbia , con il suo comportamento alimentato (o meritato) un trattamento del genere.
E’ importante anche non sottovalutare anche la carenza affettiva che ne consegue, dal momento che il bambino avverte il comportamento sessuale come unica manifestazione e come unico mezzo utile per una comunicazione affettiva e relazionale . Le fasi evolutive (dalla nascita fino all'adolescenza) costituiscono il periodo in cui si costituiscono le basi della personalità, pertanto i fattori nefasti che vi intervengono incidono in modo determinante sulla struttura definitiva del soggetto.
Ma chi sono questi pedofili?
Nella mente popolare il pedofilo è un soggetto di mezza età, vizioso, trasandato disoccupato o in pensione..e magari con altri disturbi della sfera sessuale. In realtà l’ ”orco” è molto più spesso un uomo, di “buona famiglia”, con un buon lavoro, spesso di buona posizione sociale, con famiglia e purtroppo, generalmente, va ricercato nell’ambito familiare.
Psicologicamente l’Orco è un uomo che si eccita con i bambini. C’è chi preferisce “solo” spogliare i piccoli e guardarli, fare foto, toccarli (oggi però queste persone sono fortunatamente riconoscibili e rintracciabili grazie al web)….chi invece passa all’atto sessuale completo.
Molti di questi pedofili utilizzano dei modi “docili” verso i bambini, questo sia per la loro attrazione sia per evitare che il bambino parli con qualcuno.
Se scoperti, alcuni di loro professano il loro diritto ad amare i bambini, altri cercano giustificazioni varie al comportamento. Esistono poi i “pedosadisti”: coloro che provano attrazione verso forme di sadismo sui bambini, spesso sono persone che vivono nel degrado, hanno disturbi mentali e spesso sono vittime, a loro volta, di abusi infantili. Sono maggiormente gli uomini ad essere pedofili, le donne sono molto più rare e con disturbi mentali. Ma se è la donna ad abusare del bambino, gli effetti sono più devastanti rispetto a quelli degli uomini…la madre, infatti rappresenta la figura di attaccamento principale e da lei, ci si aspetta protezione, cura e sicurezza in misura maggiore rispetto a tutte le altre persone. Spesso i bambini non dichiarano quanto hanno subito..questo per diverse ragioni: non sanno a chi dirlo, hanno paura della conseguenze, si vergognano , non sanno come dirlo (parlare di argomenti sessuali non è facile ), per la paura del pedofilo stesso, sentimenti contrastanti (senso di colpa, strana eccitazione derivante dall’attenzione ricevuta..)
Detto questo, qualche consiglio per i vostri piccoli:
Prestate attenzione ai giochi, dialoghi dei vostri bambini:
Il pedofilo infatti crede che i bambini in casa non vengano ascoltati, che i loro dialoghi, giochi, discussioni su argomenti “strani” talvolta vengono ignorati o derisi, o peggio si credono frutto di fantasie dei piccoli. E’ su questo genere di discorsi che il pedofilo trova la sua forza, agisce indisturbato…
Quindi..cosa fare? Prestate attenzione ai vostri bambini….ai suoi disegni (come e se sono cambiati nel tempo, cosa rappresentano, se verbalizza e cosa durante l’espressione grafica..), ai suoi giochi (spesso i bambini ripropongono le scene di vita, quindi maggiormente i traumi..un bambino di 4 anni ad esempio non ha la maturità per conoscere alcuni atteggiamenti e comportamenti sessuali…se li disegna, li ripropone nei giochi..forse bisognerebbe indagare maggiormente). E’ inoltre il caso di indagare sull’accaduto se presenta sintomi di malattie sessualmente trasmissibili, scrive storie sul sesso o sull’abuso, attua comportamenti sessuali non adeguati all’età, se insieme a questi sintomi presenta anomali nel comportamento alimentare (si rifiuta di mangiare, mangia troppo, si abbuffa….), se fa pipì addosso, se gioca, manipola con le proprie feci, se si isola, se ha eccessi di rabbia, se scappa di casa….
Parlate inoltre con i vostri figli, fatevi raccontare come ha trascorso la giornata, quali giochi ha fatto, con chi, senza tono interrogatorio, ma con un tono di voce di chi, vuole capire, parlare e stare vicino al proprio bambino…oltre a conoscere la vita di vostro figlio (fratello, sorella…) gli trasmetterete quel senso di protezione che Bolwlby chiamava attaccamento…..E in ultima analisi, concedetevi soltanto il beneficio del dubbio, quando ascoltate le storie “fantastiche “ dei vostri piccoli!
Una parentesi “speciale”: Handicap e Abuso Sessuale
Quello dell’abuso sui bambini “speciali” (termine con cui amo chiamare i bambini diversamente abili) è un argomento tanto interessante, sconosciuto quanto “scomodo”.
Recenti ricerche hanno evidenziato differenze di genere relative all’abuso:
i maschi con handicap subiscono maggiori abusi fisici e trascuratezza rispetto alle ragazze che invece subiscono per lo più abusi sessuali. Inoltre è emerso che i bambini speciali subiscono gli abusi in età superiore rispetto ai bambini sani e che anche il trauma viene scoperto con maggior ritardo.
Da diversi studi emerge che nella maggioranza dei casi l’abuso avviene all’interno delle mura domestiche e nel caso di abuso da parte della madre, ad essa vengono associati disturbi depressivi, e basso Q.I.
E’ di fondamentale importanza quindi una attività di prevenzione che comprenda degli interventi sulla famiglia (per aumentare la comprensione, accettazione dell’handicap, per conoscere, ricordare i diritti dell’infanzia….), e sul bambino diversamente abile (per l’innalzamento dell’autostima, per sviluppare una corretta visione dei rapporti sociali, ed infine una corretta educazione sessuale).
Le conseguenze della pedofilia sulla vittima
Lo sfruttamento sessuale del bambino compromette seriamente tutto il suo sviluppo: psichico, sociale, fisico e psicologico. Capita che molti abbiano incubi ricorrenti, soffrano di insonnia e depressione, ricorrano all'uso di stupefacenti e tentino addirittura il suicidio. Questo anche perché traumi infantili del genere portano ad un livello di autostima bassissimo che crea generalmente ad un disturbo depressivo già nell’adolescenza.
La personalità completa dei bambini viene perciò annientata dalla pressione psicologica inflittagli da parte degli adulti. Vale la pena sottolineare che spesso il bambino non comprende la realtà dei fatti, si fa domande sul perché stia accadendo un determinato evento, può arrivare a pensare che lui stesso abbia , con il suo comportamento alimentato (o meritato) un trattamento del genere.
E’ importante anche non sottovalutare anche la carenza affettiva che ne consegue, dal momento che il bambino avverte il comportamento sessuale come unica manifestazione e come unico mezzo utile per una comunicazione affettiva e relazionale . Le fasi evolutive (dalla nascita fino all'adolescenza) costituiscono il periodo in cui si costituiscono le basi della personalità, pertanto i fattori nefasti che vi intervengono incidono in modo determinante sulla struttura definitiva del soggetto.
Ma chi sono questi pedofili?
Nella mente popolare il pedofilo è un soggetto di mezza età, vizioso, trasandato disoccupato o in pensione..e magari con altri disturbi della sfera sessuale. In realtà l’ ”orco” è molto più spesso un uomo, di “buona famiglia”, con un buon lavoro, spesso di buona posizione sociale, con famiglia e purtroppo, generalmente, va ricercato nell’ambito familiare.
Psicologicamente l’Orco è un uomo che si eccita con i bambini. C’è chi preferisce “solo” spogliare i piccoli e guardarli, fare foto, toccarli (oggi però queste persone sono fortunatamente riconoscibili e rintracciabili grazie al web)….chi invece passa all’atto sessuale completo.
Molti di questi pedofili utilizzano dei modi “docili” verso i bambini, questo sia per la loro attrazione sia per evitare che il bambino parli con qualcuno.
Se scoperti, alcuni di loro professano il loro diritto ad amare i bambini, altri cercano giustificazioni varie al comportamento. Esistono poi i “pedosadisti”: coloro che provano attrazione verso forme di sadismo sui bambini, spesso sono persone che vivono nel degrado, hanno disturbi mentali e spesso sono vittime, a loro volta, di abusi infantili. Sono maggiormente gli uomini ad essere pedofili, le donne sono molto più rare e con disturbi mentali. Ma se è la donna ad abusare del bambino, gli effetti sono più devastanti rispetto a quelli degli uomini…la madre, infatti rappresenta la figura di attaccamento principale e da lei, ci si aspetta protezione, cura e sicurezza in misura maggiore rispetto a tutte le altre persone. Spesso i bambini non dichiarano quanto hanno subito..questo per diverse ragioni: non sanno a chi dirlo, hanno paura della conseguenze, si vergognano , non sanno come dirlo (parlare di argomenti sessuali non è facile ), per la paura del pedofilo stesso, sentimenti contrastanti (senso di colpa, strana eccitazione derivante dall’attenzione ricevuta..)
Detto questo, qualche consiglio per i vostri piccoli:
Prestate attenzione ai giochi, dialoghi dei vostri bambini:
Il pedofilo infatti crede che i bambini in casa non vengano ascoltati, che i loro dialoghi, giochi, discussioni su argomenti “strani” talvolta vengono ignorati o derisi, o peggio si credono frutto di fantasie dei piccoli. E’ su questo genere di discorsi che il pedofilo trova la sua forza, agisce indisturbato…
Quindi..cosa fare? Prestate attenzione ai vostri bambini….ai suoi disegni (come e se sono cambiati nel tempo, cosa rappresentano, se verbalizza e cosa durante l’espressione grafica..), ai suoi giochi (spesso i bambini ripropongono le scene di vita, quindi maggiormente i traumi..un bambino di 4 anni ad esempio non ha la maturità per conoscere alcuni atteggiamenti e comportamenti sessuali…se li disegna, li ripropone nei giochi..forse bisognerebbe indagare maggiormente). E’ inoltre il caso di indagare sull’accaduto se presenta sintomi di malattie sessualmente trasmissibili, scrive storie sul sesso o sull’abuso, attua comportamenti sessuali non adeguati all’età, se insieme a questi sintomi presenta anomali nel comportamento alimentare (si rifiuta di mangiare, mangia troppo, si abbuffa….), se fa pipì addosso, se gioca, manipola con le proprie feci, se si isola, se ha eccessi di rabbia, se scappa di casa….
Parlate inoltre con i vostri figli, fatevi raccontare come ha trascorso la giornata, quali giochi ha fatto, con chi, senza tono interrogatorio, ma con un tono di voce di chi, vuole capire, parlare e stare vicino al proprio bambino…oltre a conoscere la vita di vostro figlio (fratello, sorella…) gli trasmetterete quel senso di protezione che Bolwlby chiamava attaccamento…..E in ultima analisi, concedetevi soltanto il beneficio del dubbio, quando ascoltate le storie “fantastiche “ dei vostri piccoli!
Una parentesi “speciale”: Handicap e Abuso Sessuale
Quello dell’abuso sui bambini “speciali” (termine con cui amo chiamare i bambini diversamente abili) è un argomento tanto interessante, sconosciuto quanto “scomodo”.
Recenti ricerche hanno evidenziato differenze di genere relative all’abuso:
i maschi con handicap subiscono maggiori abusi fisici e trascuratezza rispetto alle ragazze che invece subiscono per lo più abusi sessuali. Inoltre è emerso che i bambini speciali subiscono gli abusi in età superiore rispetto ai bambini sani e che anche il trauma viene scoperto con maggior ritardo.
Da diversi studi emerge che nella maggioranza dei casi l’abuso avviene all’interno delle mura domestiche e nel caso di abuso da parte della madre, ad essa vengono associati disturbi depressivi, e basso Q.I.
E’ di fondamentale importanza quindi una attività di prevenzione che comprenda degli interventi sulla famiglia (per aumentare la comprensione, accettazione dell’handicap, per conoscere, ricordare i diritti dell’infanzia….), e sul bambino diversamente abile (per l’innalzamento dell’autostima, per sviluppare una corretta visione dei rapporti sociali, ed infine una corretta educazione sessuale).
Dott.ssa Tari Elisa,
psicologa ,iscritta al n. 17058 Ordine Psicologi Lazio
Terracina (LT)
contatti: tarielisa@libero.it
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