martedì 30 marzo 2010

Neuroni specchio e spazio personale

GALASSIAMENTE

di ROSALBA MICELI


Decidere come interagire con gli altri può dipendere anche dalla distanza fisica tra gli interlocutori. La prospettiva sensomotoria nello studio di alcuni processi cognitivi (percezione, comunicazione) si è sviluppata notevolmente a partire dalla scoperta dei neuroni specchio, individuati la prima volta nel sistema cerebrale dei macachi adulti agli inizi degli anni Novanta da un gruppo di neurofisiologi dell’Università di Parma, coordinato dal professore Giacomo Rizzolatti. Si tratta di una classe di neuroni che si attiva selettivamente sia quando si compie un’azione (riferita ad atti orientati quali afferrare con la mano o con la bocca) che quando la si osserva mentre è compiuta da altri. I neuroni dell’osservatore “rispecchiano” il movimento, rappresentando, a detta dello stesso Rizzolatti, “un meccanismo generale in cui ciò che fanno gli altri si trasforma in qualcosa che facciamo noi, in un formato motorio”.
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